La Parrocchia secondo alcune fonti, fu edificata nel 1400, mentre secondo altri la sua fondazione risalirebbe al 1200, a causa della presenza all’interno della Chiesa di un affresco,con le figure di S. Bartolomeo Apostolo, S. Giuliano nell’atto di uccidere i suoceri e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, datato IV secolo. A partire dal V secolo il sepolcro di San Pancrazio divenne meta di pellegrinaggio; per l’occasione fu costruito un edificio termale (non più visibile) per dare ristoro a tutti i pellegrini. L’invasione napoleonica del 1798-99 costò alla Basilica gravi perdite architettoniche, come i marmi delle tombe dei Cardinali de Torres ubicate all’interno della Chiesa che furono utilizzate dalle truppe francesi come caprifuoco. Risalente al secolo XV, la chiesa è stata rinnovata nel ’600. Si trova nel piccolo borgo dell’Isola Farnese dominato dal Castello Farnese.

La facciata presenta un bel portale costruito con marmi di epoca romana, e sopra di esso un rosone con decorazione a vetro policromo. L’interno è a tre navate con abside. Ovunque nell’edificio vi sono affreschi o resti di affreschi del XVI secolo. Ai lati della porta d’ingresso vi sono due affreschi, uno raffigurante la Madonna col bambino ed i Santi Giovanni evangelista e Antonio abate, e, sul lato opposto, un presepe. Quest’ultimo affresco porta l’iscrizione con data e autore: tale Giulio di Mastro Cola della Bordella, nel 1520. Lungo la navata centrale, dipinta su un pilastro, una Madonna che allatta il bambino. Nella navata di destra vi è un prezioso Crocifisso ligneo del XV secolo; il fonte battesimale, nel quale è incastonato lo stemma dei Farnese; ed un’acquasantiera, costituita da due capitelli di epoca romana, tra i quali è inserito un marmo paleocristiano ove sono scolpiti due colombi che bevono ad una sorgente. La navata termina con una cappella, ove è collocata una tela raffigurante la Madonna col bambino ed i santi Domenico e Caterina da Siena, attribuita al Cavalier d’Arpino; essa è contornata da 15 piccole formelle ove sono raffigurati i 15 misteri del rosario.

La navata di sinistra termina con la cappella del santo titolare. Qui è collocata una tela di San Pancrazio martire del Pomarancio. L’abside è coronato da un affresco cinquecentesco, suddiviso in due parti: la parte inferiore raffigura la dormitio della Vergine tra i dodici apostoli; la parte superiore Dio Padre che incorona la Madonna. Il portone inaugurato nel novembre 2013, è composto da formelle in bronzo che narrano i momenti salienti della storia di San Pancrazio Martire, rd è opera degli artisti Pino Schiti e Sara Chirico.

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