PRECETTO DELLA MESSA IN TEMPO DI COVID-19.
Mons. Costantino Di Bruno risponde

DOMANDA
Con la riapertura della celebrazione della Santa Messa mi capita di assistere a diverse opinioni di fedeli praticanti. C’è chi desidera di potersi riaccostare all’Eucarestia e chi ancora teme rischi per la salute a causa di possibili contagi da coronavirus. È giusto in questi casi ricorrere alla propria coscienza o c’è violazione del Comandamento?

 

RISPOSTA
Prima di dare la risposta è cosa giusta sapere cosa è l’Eucaristia. Alcuni brani della Scrittura Santa possono aiutarci.

 

“La sapienza si è costruita la sua casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso il suo bestiame, ha preparato il suo vino e ha imbandito la sua tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città: «Chi è inesperto venga qui!». A chi è privo di senno ella dice: Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate l’inesperienza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza»” (Pr 9,1-6).


“O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete” (Is 55,1-3).


“Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? (Sal 42 (41) 2-3).


Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna (1Cor 11,23-29).

 

La Santa Messa è l’offerta che Cristo fa al Padre della sua vita con una obbedienza fino alla morte di croce. Ma è anche l’offerta che il popolo di Dio fa al Padre in Cristo Gesù, nello Spirito Santo, riunito attorno all’altare anch’esso con promessa di obbedienza fino al supremo dono di sé. Celebrando la morte e la risurrezione di Gesù, ogni fedele deve celebrare anche la sua morte e la sua risurrezione in Cristo. È questo il grande mistero della fede. La Santa Messa è non solo ricevere l’Eucaristia, come alcuni erroneamente pensano. No! La Santa Messa è prima di tutto divenire noi, popolo di Dio, sacrificio di salvezza e di redenzione per ogni altro, facendoci noi nel mondo Eucaristia di Verità, Luce, Vangelo, Grazia, Misericordia, Vita, Riconciliazione, Perdono. Sacrificio, offerta della vita a Dio in Cristo e Comunione mai vanno separati.

In questo frangente storico si è obbligati a partecipare alla Santa Messa? Vale per tutti la norma generale della Chiesa: La Legge ecclesiastica – partecipare alla Santa Messa la domenica e nelle feste comandate è Legge della Chiesa – quando vi sono gravi disagi non obbliga. La Legge della Chiesa è purissimo amore. Chi teme per il contatto, può seguire la propria coscienza, anche perché le regole da osservare per poter entrare nelle chiese sono obbligatorie per tutti e i posti sono molto limitati. Oggi urge una preghiera comune, di tutto il corpo di Cristo, a Dio nostro Padre, perché ci liberi da questa pandemia. La Madre del Signore interceda per noi.