SCHEDA STORICA DELLA PARROCCHIA E SUE OPERE

La Parrocchia secondo alcune fonti, fu edificata nel 1400, mentre secondo altri la sua fondazione risalirebbe al 1200, a causa della presenza all’interno della Chiesa di un affresco, con le figure di S. Bartolomeo Apostolo, S. Giuliano nell’atto di uccidere i suoceri e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, datato IV secolo.

Risalente al secolo XV, la Chiesa è stata rinnovata nel ’600. Fu consacrata il 20 Aprile del 1559[1] dal Vescovo Terpolitano[2]. Fu eretta canonicamente come parrocchia nel 1590[3]. Si trova nel piccolo borgo dell’Isola Farnese dominato dal Castello Farnese[4].

La facciata presenta un bel portale costruito con marmi di epoca romana, e sopra di esso un rosone con decorazione a vetro policromo. All’angolo sinistro murato nello spigolo esterno della Chiesa si trova un cippo marmoreo, di età romana, sulla parte frontale si legge l’epigrafe a L (Lucio) Munatio Felici Patri, mentre nella parte laterale è scolpito l’urceo, vasetto per uso sacrificale.

Il portone inaugurato nel novembre 2013, è composto da formelle in bronzo che narrano i momenti salienti della storia di San Pancrazio Martire: Conversione-Evangelizzazione-Decollazione-nella Gloria del cielo. È opera degli artisti Pino Schiti e Sara Chirico.

 L’interno è a tre navate con abside. Ovunque, nell’edificio vi sono affreschi o resti di affreschi del XV-XVI secolo.

 

NAVATA CENTRALE

L’ingresso sul lato sinistro della navata centrale, vi è un’acquasantiera, costituita da due capitelli di epoca romana, tra i quali è inserito un marmo paleocristiano ove sono scolpiti due colombi che bevono ad una sorgente.

Affresco lato destro ingresso navata centrale. Raffigurante la Madonna col bambino ed i Santi Giovanni evangelista e Antonio abate.

Madonna che allatta. Lungo la navata centrale, dipinta sul pilastro centrale di destra, è raffigurata la Vergine Maria nell’atto di allattare Gesù Bambino, opera manieristica del 1500, quasi certamente della scuola del Sodoma, riecheggiante forme raffaellesche.

L’abside impreziosito da un affresco cinquecentesco, suddiviso in due parti: la parte inferiore raffigura la dormitio della Vergine tra i dodici apostoli; la parte superiore Dio Padre che incorona la Madonna, affresco della scuola di Melozzo da Forlì. Nell’intradosso dell’arco absidale ci stanno cinque medaglioni raffiguranti i quattro evangelisti, in quello centrale abbiamo la figura dell’agnello. Sopra l’arco un affresco raffigurante l’annunciazione, la parte superiore è andata perduta.

 Il tabernacolo, del XVIII secolo. La porticina del XVII secolo, in rame sbalzato e dorato da un calice a rilievo con ostia.

 

NAVATA DESTRA

Affresco lato destro ingresso navata laterale: nella parte inferiore, si raffigura, S. Bartolomeo Apostolo, S. Giuliano nell’atto di uccidere i suoceri. Nella parla superiore, la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre, datato IV secolo.

Il fonte battesimale, risalente al XVI secolo, ubicato nella prima cappella della navata di destra, nel quale è incastonato lo stemma dei Farnese. Ai lati della cappella sono raffigurati su tela due angeli, mentre in alto tre affreschi attribuiti al Panico: Sant’Andrea Apostolo, Gesù benedicente e Sant’Antonio di Padova.

Nella seconda cappella della navata di destra vi è un prezioso Crocifisso ligneo di scuola Giottesca del sec. XV, collocato sopra l’altare. Ai lati della cappella due affreschi raffiguranti San Sebastiano: sulla destra, il Santo è soccorso e curato dalle pie donne; sulla sinistra, il martirio, sullo sfondo il Colosseo e il Palatino.  L’arco della cappella è sormontato dallo stemma della famiglia Farnese.

La navata laterale destra termina con un’altare, ove è collocata una tela raffigurante la Madonna col bambino ed i santi Domenico e Caterina da Siena, tela seguita nel XVII secolo attribuita a Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino (1639); essa è contornata da 15 piccole formelle ove sono raffigurati i 15 misteri del rosario.

 

NAVATA SINISTRA

Affresco lato sinistro ingresso, navata laterale: si raffigura la scena del presepe. Quest’ultimo affresco porta l’iscrizione con data e autore: tale Giulio di Mastro Cola della Bordella, nel 1520.

Nella navata di sinistra si trova sopra l’altare la tela di Sant’Antonio abate, della fine del 1600 inizio 1700.

La navata di sinistra termina con l’altare del santo titolare[5]. Qui è collocata una tela di San Pancrazio martire del Pomarancio realizzata a cavallo tra il XVI e XVII secolo. Il paesaggio che si trova riprodotto sul lato destro della figura del santo, rappresenta una veduta di Isola Farnese. Sotto l’altare sono conservate le reliquie di San Pancrazio, Sant’Andrea Apostolo, Santa Lucia.

 

IN LINGUA INGLESE

HISTORICAL FACTSHEET OF THE PARISH AND ITS WORKS

According to some sources, the Parish was built in the 15th century, while according to others its foundation dates back to the 13th century, due to the presence inside the Church of a fresco, with the figures of Saint Bartholomew the Apostle, Saint Julian in the act of killing his in-laws and the expulsion of Adam and Eve from the Earthly Paradise dated 4th century.

Dating back to the 15th century, the Church was renovated in the 17th century. It was consecrated on April 20th, 1559 [1] by the Bishop Terpolitano [2]. It was canonically erected as a parish in 1590 [3]. The Parish is located in the small village of Isola Farnese dominated by the Farnese Castle [4].

The facade has a beautiful portal built with Roman marble, and above it a rose window with a polychrome glass decoration. At the left edge, walled up in the external corner of the Church, there is a marble stone, from the Roman age, on the front you can read the epigraph to L (Lucio) Munatio Felici Patri, while on the side a jar for sacrificial use is carved.

The door, inaugurated in November 2013, is composed of bronze tiles that narrate the highlights of the story of Saint Pancras Martyr [San Pancrazio Martire]: Conversion-Evangelization-Beheading-in the Glory of Heaven. It is the work of the artists Pino Schiti and Sara Chirico.

The interior has three naves with an apse. Everywhere in the building there are frescoes or remains of frescoes from the 15th-16th century.

 

CENTRAL NAVE

At the entrance on the left side of the central nave, there is a holy water font, consisting of two capitals from the Roman era. Between these, early Christian marble is inserted where two doves are sculpted drinking from a spring.

Fresco on the right side of the entrance, in the central nave. It depicts the Virgin with Child and the Saints John the Evangelist and Anthony the Abbot.

Nursing Virgin Mary. Along the central nave, painted on the central pillar on the right, the Virgin Mary is depicted in the act of nursing the Child Jesus: a mannerist work of 1500, almost certainly from the school of Sodoma, echoing Raphaelesque forms.

The apse, embellished with a 16th century fresco, is divided into two parts: the lower part depicts the Dormitio of the Virgin among the twelve Apostles; in the upper part God the Father crowning the Virgin, fresco by the school of Melozzo da Forlì. In the intrados of the apse arch there are five medallions depicting the four Evangelists, and the Lamb in the central one. Above the arch, a fresco depicting the Annunciation, the upper part of which has been lost.

The tabernacle, from the 18th century. The small door of the 17th century, in embossed and gilded copper, has a chalice relief with host.

 

RIGHT AISLE

Fresco on the right side of the entrance to the side aisle: in the lower part, Saint Bartholomew the Apostle and Saint Julian in the act of killing his inlaws. In the upper part, God banishing Adam and Eve from the Earthly Paradise, dated 4th century.

The baptismal font, dating back to the 16th century, located in the first chapel of the right aisle, in which the Farnese coat of arms is set. On the sides of the chapel, two angels are depicted on canvas, while above three frescoes attributed to Panico: Saint Andrew the Apostle, Blessing Jesus and Saint Anthony of Padua.

In the second chapel of the right aisle there is a precious wooden Crucifix of the 15th century, from the school of Giotto, located above the altar. On the sides of the chapel there are two frescoes depicting Saint Sebastian: on the right, the Saint is rescued and cared for by pious women; on the left, the martyrdom, in the background the Colosseum and the Palatine Hill. The arch of the chapel is surmounted by the coat of arms of the Farnese family.

The right side aisle ends with an altar, where a canvas depicting the Virgin of the Rosary with the Child, between Saint Dominic and Saint Catherine of Siena is placed. The canvas, executed in the 17th century, is attributed to Giuseppe Cesari known as Cavalier d’Arpino (1639); it is surrounded by 15 small panels depicting the 15 Mysteries of the Rosary.

 

LEFT AISLE

Fresco on the left side of the entrance to the side aisle: the Nativity scene. This last fresco has the inscription with date and author: Giulio di Mastro Cola della Bordella, in 1520.

In the left aisle, above the altar is the painting of Saint Anthony the Abbot, from the late 1600s to early 1700s.

The left aisle ends with the altar of the titular Saint [5]. A canvas of Saint Pancras Martyr [San Pancrazio Martire] by Pomarancio is placed here, built between the the 16th and 17th centuries. The landscape reproduced on the right side of the figure of the Saint represents a view of Isola Farnese. Under the altar are the relics of Saint Pancras, Saint Andrew the Apostle and Saint Lucia.

 

 

[1] Massaro L. (a cura di), Chiese del XX municipio, Nuova Balduina, Roma 2007, 58.

[2] Carlo B. Piazza, La Gerarchia Cardinalizia, Roma 1703, 94.

[3] Cugini A. – Spada E., Porto – Santa Rufina Storia di una Chiesa, Roma 2016, 291.

[4] Cf. Leoni R., S. Pancrazio, martire romano del IV secolo, Tipolitografia Trullo, Roma 1999.

[5] Sulla vita del santo Cf. Leoni R., S. Pancrazio, martire romano del IV secolo; Pesenti G., San Pancrazio, giovane martire romano, Elledici Editrice Velar.

 

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